Valori

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Diversità
siamo un gruppo di persone diverse sia per i background religiosi o meno da cui proveniamo (cattolici, ex-cattolici, cristiani, atei, agnostici, persone in ricerca spirituale non religiosa…) sia per quanto concerne le nostre identità/orientamenti sessuali (eterosessuali, omosessuali, transessuali, queer/gender-fluid…) sia in riferimento ai tipi di relazione che ciascuno di noi vive (sposati, separati, in coppia non registrata, in relazioni non convenzionali…) e anche circa l’impegno/partecipazione al gruppo (c’è chi partecipa e collabora alla preparazione di ogni incontro, chi viene solo alle celebrazioni, chi agli incontri che teniamo a Milano, chi in modo sporadico e saltuario…). Tutte queste diversità (e altre ancora) sono per noi insieme una ricchezza e una sfida: una ricchezza in quanto apportano dialogo, discussione e confronto continui, spronandoci più a farci domande che a fossilizzarci su posizioni/verità dogmatiche; una sfida perché il rischio della facile uniformità e tranquillizzante uguaglianza è sempre in agguato e rispettare le diversità di ciascuno a volte crea tensione e frustrazione.

Inclusione è quindi basilare per noi includere chiunque e tutto ciò che ognuno di noi apporta, anche quando di primo acchito può sembrare disturbante o destabilizzante. Crediamo nella potenza profetica e rivoluzionaria che l’inclusione può avere: a fronte di una cultura che tende ad omologare e uniformare, noi – in accordo con la MCC – proponiamo un modello che dà spazio ai diversi doni dello spirito, convinti che la vita si manifesta proprio nella ricchezza e sovrabbondanza di specie e caratteristiche differenti in ciascun vivente.

Eguaglianza è un altro valore fondamentale per noi. Più che nell’uguaglianza, che uniforma e omologa (in base ad un modello predefinito dalla cultura o da una autorità) noi professiamo l’eguaglianza, in quanto siamo consapevoli del valore e ricchezza di ogni essere. Eguaglianza per noi indica che siamo tutti diversi e ogni diversità ha del valore ed è degna di essere così com’è. E quindi la valorizziamo e celebriamo.

Condivisione diventa così il modo in cui valorizziamo e ci doniamo reciprocamente le nostre singolarità e specificità, compresi anche pensieri e comportamenti diversi, nel rispetto e convinti che questo è il cuore del messaggio contenuto in quel gesto che la tradizione cristiana ha tramandato nei secoli come memoria di Gesù: lo spezzare del pane.

Comunità è una parola carica di significati, vissuti secolari e portatrice di aspettative non sempre esplicite.  Nella storia dell’umanità vi sono state piccole comunità di persone con legami di sangue (clan e tribù), comunità solidali più estese (popoli), comunità rituali (assemblee o chiese), comunità religiose (monasteri), comunità civili (comuni), comunità di scopo (es. per il recupero tossicodipendenti), comunità temporanee (associazioni), comunità lavorative (fabbriche/coorporazioni), ecc. Da una comunità ci si può aspettare aiuto, sostegno, collaborazione, condivisione, coabitazione, ecc.; un’ampia gamma di attese che possono anche produrre molta frustrazione o dipendenza: o la comunità non corrisponde alle proprie attese (e ci si sente delusi) oppure si delega ad essa ciò che ci compete (ci si deresponsalizza). Noi come “Il Cerchio” siamo un insieme di persone che prova ad essere “comunità” in un modo nuovo e, per questo, non sempre facile: condividiamo pochi valori e interessi comuni (anche con la libertà di non condividerli del tutto); ci identifichiamo in un nome/simbolo (Il Cerchio) che diventa anche una modalità di relazione in cui tutti si sia sullo stesso piano, restando punti differenti dell’unica circonferenza; e aderiamo alla “comunità” con fluidità, senza regole strette/doveri e chiusure a persone nuove. Questo può a volte generare la sensazione di non essere un gruppo o una comunità/chiesa nel senso comune del termine. E infatti non lo siamo. E proprio qui sta la nostra sfida.

Azione sociale è un altro valore base che condividiamo con la MCC: “resistere alle strutture che opprimono le persone e stare al fianco di coloro che soffrono sotto il peso di sistemi oppressivi, sempre guidati dal nostro impegno per i diritti umani nel mondo” – recita il manifesto della MCC. E anche per noi de Il Cerchio è davvero fondamentale agire per i diritti, creando reti e sinergie con chi già opera in questa direzione sul territorio.

Laicità significa per noi condividere e impegnarci per i valori laici. La parola laicità, in senso politico e sociale, denota la rivendicazione dell’autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso.  Significa sostenere l’indipendenza del pensiero da ogni principio morale ed etico, per permettere libertà e pluralismo nel dibattito, soprattutto in ambiti particolarmente a rischio ingerenza ideologica come l’aborto, l’eutanasia, la prostituzione, le identità e i comportamenti sessuali non conformi, la legalizzazione della droga, la libertà di pensiero e di culto, ecc. Per questo noi come gruppo ci schieriamo con tutti coloro che reclamano la laicità dello Stato Italiano.

+ fatti – parole Azione sociale e laicità ci spingono ad “agire di più e parlare di meno” – come recita un motto della MCC. Questo non significa che svalutiamo l’importanza del pensiero e del lavoro culturale. Al contrario riteniamo che anche la ricerca e discussione libera siano “agire” per il cambiamento sociale. Rifuggiamo e denunciamo un modello fatto di discorsi, declami e documenti pieni di parole di apertura e accoglienza a cui non seguono fatti che traducono in azione le bellissime parole pronunciate/scritte, in una sorta di schizofrenia tra parola e azione. Per noi, invece, è essenziale che alle parole corrispondano i fatti. E quindi la parola si traduce sempre in azione concreta e l’agire interroga il pensiero, in una circolarità e interazione che fluisce in un continuum vitale.

Spiritualità per noi non significa praticare (o fondare) una religione. Spiritualità è innanzitutto ricerca libera e liberante: è sperimentare nuove forme e strade che, piuttosto che relegare (religione – appunto) lo spirito dentro una struttura di dogmi, liberino l’individualità di ciascuno per co-creare percorsi ricchi di senso. Questo non significa rinnegare la tradizione, ma reinterpretarla e reinventarla attingendo insieme a diverse tradizioni umane (non solo cristiane e non solo occidentali) che per noi hanno spirito e anche alla nostra personale creatività. Altro elemento fondamentale (a volte oscurato nel passato) è per noi la risata e la festa: non a caso nella lingua italiana “avere dello spirito” significa anche essere una persona brillante e divertente, incline all’ironia; e questo ci porta a mangiare ogni tanto insieme (condividendo ciò che ognuno può portare) a ballare durante le nostre celebrazioni e ridere a crepapelle. Infine spiritualità per noi significa agire in coerenza con i nostri valori e quindi impegnarci concretamente per una società e un mondo inclusivo e rispettoso per tutti.