“Christmas blues”. Natale tempo di luce o di buio?

L’Avvento, il tempo che dalla fine di novembre, dall’autunno ormai agli sgoccioli, quando abbiamo ormai reso grazie per i suoi ultimi frutti, ci porta al Natale, contiene in sé un paradosso: ci troviamo in giorni in cui la luce solare è sempre più scarsa, in cui i colori dell’autunno cedono via via il passo agli alberi spogli e ai toni grigiastri dell’inverno, ci troviamo nell’ultimo mese prima del Solstizio d’Inverno, quando nelle regioni del Nord il Sole scompare addirittura alla vista; eppure, ecco che proprio nell’Avvento esplodono la luce, le luminarie, i candelabri: il Natale è per tutti fonte di grande investimento emotivo. E’ come se tornando un po’ bambini  sperassimo che il potere magico di quel periodo potesse  cancellare in un sol colpo le nostre frustrazioni e ci facesse sentire meno abbandonati.

 

Ma il “Christmas blues“, o depressione Natalizia, è più frequente di quanto forse si creda. Bizzarro. Eppure, circondati da luci sfavillanti ed alberelli colorati, a molti capita di sentirsi profondamente tristi.

 

I concomitanti cambiamenti stagionali, quali la diminuzione delle ore di luce e della produzione di serotonina, possono ulteriormente incidere sullo stato di tristezza della Christmas blues influenzando umore, ritmo sonno-veglia, sessualità, memoria e altri ambiti associati al nostro benessere.

 

Non è solo il Natale a generare questa sorta di tilt esistenziale, ma anche il dover iniziare un nuovo anno, proprio perché il passaggio porta inevitabilmente a fare dei bilanci e a valutare cosa si è stati effettivamente in grado di concretizzare durante i 12 mesi appena trascorsi; il poter godere inoltre, di una pausa dagli impegni lavorativi piuttosto lunga porta a far riemergere problematiche e preoccupazioni tenute a bada dal trantran e dai tempi strettissimi della quotidianità.

 

Questi due fattori insieme possono generare una forte ansia per il futuro e la paura, per il nuovo anno di fallire nuovamente o comunque di non centrare pienamente gli obiettivi che ci si prefigge.

 

Il Sole, dopo aver raggiunto il suo punto più basso, ed essere addirittura scomparso sotto l’orizzonte a certe latitudini, inverte il suo corso e fa presagire il suo zenit, tra sei mesi esatti: ecco il paradosso di questa stagione buia e fredda, ma che, nel suo culmine negativo, contiene in sé la promessa della prossima primavera, e del prossimo ritorno della luce. Il buio e la luce giocano e si inseguono in questo periodo, così caro ai bambini di molti Paesi, ma difficile per chi deve affrontare depressione e bipolarismo: le lunghe ore di buio non favoriscono, infatti, chi deve convivere con queste condizioni debilitanti, sono una dannazione che dura diversi mesi, e che fa attendere con particolare ansia e fervore il riallungarsi delle giornate.

 

Ma fra sei mesi esatti, inevitabilmente, il sole tornerà al suo zenit, e la vita continuerà anche dopo questo, ennesimo, Santo Natale…

Gigliola Milani

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