Don Milani sul set di Barbiana

Sono lieto di condividere l’articolo apparso su “Repubblica” dello scorso 17 agosto con firma Simonetta Fiori su don Lorenzo Milani (http://www.repubblica.it/cultura/2017/08/18/news/don_milani_sul_set_della_sua_barbiana-173289415/)

Vorrei proporvi brevemente solo alcune sottolineature.

Pongo delle domande per permettere a ciascuno di riflettere ed esprimere il proprio parere.

 

 

Una scuola per tutti.

 

Don Lorenzo e Marcellino: il bimbo che non sapeva parlare.

Dalle scuole del tempo Marcellino era considerato ritardato. Don Lorenzo, invece, lo accoglie a Barbiana come alunno uguale agli altri e gli parla in inglese.

Don Lorenzo è autenticamente inclusivo ed anticonformista per quei tempi.

Ci insegna a stare vicino alla sofferenza concretamente, non con astratti ed astrusi discorsi.

Solo in questo modo possiamo forse comprendere il senso della sofferenza stessa.

 

 

Una teologia degli affetti.

 

Pongo in evidenza una frase di don Lorenzo che mi ha colpito particolarmente: “Esiste un’unica teologia che è anche filosofia e politica; quella degli affetti”.

Spesso si fanno discorsi ostici e prolissi, molto difficili da comprendere, ma la teologia autentica è quella dell’amore.

Quanto è importante amare ed essere riamati! E Gesù ce lo ricorda spesso nei Vangeli.

 

 

Il crocifisso no!

 

La conoscenza – secondo don Milano – ci rende sovrani cittadini responsabili ed eguali. L’obbedienza non è acquiescenza acritica ai comandi, ma adesione critica alla legge, allo scopo di fare leggi sempre migliori. La scuola deve avere contemporaneamente uno sguardo al passato ed un occhio rivolto al futuro – questo lo si rileva dal breve filmato riportato nell’articolo di Simonetta Fiori.

In questa direzione, con grande coraggioso per quei tempi, don Lorenzo fu un autentico obiettore di coscienza. Alle pareti delle aule di Barbiana, infatti, non compariva mai il crocifisso, perché l’obiettivo di Barbiana era costruire dei cittadini responsabili; non dei fedeli.

 

 

Una voce profetica anche per noi oggi.

 

Oggi nei quotidiani spesso si scrive e si discute che manca l’educazione civica, che non viene più insegnata nelle scuole; don Lorenzo si preoccupò in primo luogo di formare autentici cittadini.

Ora più che mai la voce di don Milani ripropone l’urgenza di una formazione della coscienza civica, della giustizia e della solidarietà in tutti i cittadini a partire dalla scuola.

 

Termino quindi con questa domanda che rivolgo a me e a voi:

Cosa dice don Lorenzo al mondo d’oggi, a cinquant’anni dalla sua scomparsa?

 

Roberto Bitto

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