Festa della liberazione e i valori della Resistenza oggi.

Il 25 aprile in Italia è il giorno della Liberazione: giornata nazionale dedicata al ricordo e ai festeggiamenti per la fine del nazifascismo.

 

Perchè il 25 Aprile

L’occupazione tedesca e fascista non terminò certo in un solo giorno, ma il 25 aprile è considerata una data simbolo perché coincise con l’inizio della ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della repubblica di Salò, dalle città di Torino e di Milano, dopo che la popolazione si era ribellata e i partigiani avevano organizzato un piano per riprendere le città.

La data del 25 aprile come Festa della liberazione fu decretata il 22 aprile del 1946, quando il governo italiano provvisorio – il primo guidato da Alcide De Gasperi e l’ultimo del Regno d’Italia – stabilì che questa dovesse essere la data di una “festa nazionale”.

 

I valori della Resistenza… oggi

Colgo questa occasione per riportare l’attenzione ai valori della Resistenza e porre qualche interrogativo a partire dalla nostra situazione odierna.

 

L’antifascismo… dimenticato

Il primo unificante ed essenziale obiettivo di tutta la Resistenza fu l’antifascismo; valore che unificò schieramenti e gruppi di ispirazione politica diversa (comunisti, socialisti, democristiani, azionisti, liberali, demolaburisti) danno vita, il 9 settembre 1943, al Comitato di Liberazione Nazionale (CLN). Da qui sorse nell’immediato dopoguerra la “legge scelba” (1952) e decenni dopo la “legge mancino” (1975); la prima vieta ogni movimento che “persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione…”; la seconda punisce chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale, istiga a commettere discriminazioni. Come mai, allora – mi chiedo – movimento e gruppi come Casa Pound, Forza Nuova, Militia, Leoni Crociati Brianzoli e altri gruppi neonazisti e neofascisti hanno libertà di esistere e agire?

 

La Costituzione… igno(ra)ta

Il secondo elemento unificante e figlio della Resistenza è la Costituzione italiana. Un carta fondativa della nostra Repubblica e che è tanto ignorata e disattesa. E qui le domande da porsi sarebbero molte. Ne accenno solo alcune. Perchè più o meno tutti conoscono almeno alcuni dei Comandamenti della Bibbia e ignorano totalmente gli articoli della Costituzione Italiana? Perchè a scuola persiste l’insegnamento della religiona cattolica (seppur non più – per fortuna – obbligatorio) mentre non esiste l’ora (questa sì dovrebbe essere obbligatoria) di educazione civica e studio della Costituzione Italiana? E perchè gli articoli 7 (“Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”) e 8 (“Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano”) non sono rispettati e spesso il Vaticano opera pesanti ingerenze sul Parlamento e le confessioni religiose non cattoliche sono ritenute dallo Stato inferiori a quella cattolica e con inferiore subordinata dignità? Perchè all’artivocolo 11 è scritto “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” e poi l’Italia commercia armi che sicuramente vengono utilizzati per risolvere controversie per mezzo della guerra? E mi fermo qui visti che la lista di domande e contraddizioni sarebbe davvero lunghissima.

 

La libertà… svenduta

Un altro valore cardine della Resistenza fu la libertà: libertà da ogni potere oppressivo non in linea con i valori democratici e solidali dell’Italia. Giusto ieri a termine del colloquio alla Casa Bianca con Gentiloni, Trump ha detto ai giornalisti: «Io insistevo: dai, devi pagare di più, devi pagare di più e alla fine il primo ministro italiano alla fine ha detto che pagherà», riferendosi alla sua richiesta di un aumento di contributo per le spese belliche della NATO. E il nostro ministro non ha affatto risposto “Of course not!”, ma si è calato le brache e ha detto: «L’Italia, come sempre, rispetta gli impegni e terrà fede anche a questo obiettivo». Evviva la nostra libertà!

 

La democrazia: che miraggio!

Altro valore fondante fu la democrazia basata sulla sovranità del popolo (come recita l’art 1 della Costituzione). E’ interessante vedere come in diverse occasioni la volontà del popolo sia stata consultata (con referendum secondo le norme costituzionali) per poi essere puntualmnete disattesa (grazie a giochi di ritocchi ed emendamenti parlamentari). Basti pensare alla legge 194, al finanziamento pubblico dei partiti, alla consultazione circa la privatizzazione del sistema idrico, ecc.

 

Solidarietà e partecipazione… valori perduti

E che dire di solidarietà e partecipazione? In Italia vi sono migliaia di cittadini solidali e di associazioni che quotidianamente si prendono cura di persone nel bisogno in vista di un benessere sociale diffuso e condiviso. Ed ecco che alcuni partiti, invece di appoggiarlil difenderli e facilitarne il preziosissimo lavoro, alimentano i sospetti su ipotetiche conniveze tra scafisti e ONG che operano nel Meditarraneo. Invece che partecipare, collaborare e insieme trovare strategie politiche di accoglienza a lungo termine, parte il discredito ingiustificato che sa tanto di cavalcata populista per le prossime elezioni. Una vera vergogna e uno sputo in faccia a chi è mort* e/o è stat* torturat* resistendo per questi valori umani laici fondanti la nostra libertà.

 

Resistere ancora!

Mi fermo qui, anche se potrei andare oltre. Ma credo sia sufficiente quando accennato per evidenziare quanto sia necessario anche oggi fare Resistenza. Come singoli cittadini. Come gruppi e organizzazioni. Come società civile tutta. Anche se sono più di settantanni che il nazifascismo non è al potere in Italia, non per questo i valori che hanno portato centinaia e migliaia di nostr* concittadin* a sacrificarsi sono realizzati e vivi nella nostra società. E nuove ondate di populismi, radicalismi, estremismi che propongono facili soluzioni alla crisi economica e sociale attuale continuano a farsi strada anche nel nostro Paese democratico. Come avvenne nei decenni che precedettero la salita al potere del nazifascismo. Per cui anche oggi occorre più che mai resistere! Resistere radicandosi sempre più nei valori da cui è nata la nostra Repubblica Italiana.

E in memoria e ricordo di tutt* color* che per noi diedero la vita come seme di un futuro di luce, libertà, democrazia, solidarietà per tutti, vorrei terminare con questa breve e intensa poesia di Giuseppe Ungaretti:

 

PER I MORTI DELLA RESISTENZA

Qui
Vivono per sempre
Gli occhi che furono chiusi alla luce
Perché tutti
Li avessero aperti
Per sempre
Alla luce

(da Nuove, 1968-1970)

 

Buona Resistenza a tutt*

rev. Mario Bonfanti

 

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