Festa della Liberazione. L’opzione antifascista!

 

Il 25 aprile in Italia è festa nazionale in ricordo della liberazione dal nazifascismo.

 

 

L’ignoranza di troppi italiani.

 

Una ricerca effettuata dall’ Istituto EumetraMR di Milano, intervistando un campione nazionale di cittadini al di sopra dei 17 anni di età, evidenzia un quadro preoccupante.

Il 33% degli intervistati non ha idea del perchè il 25 aprile sia festa nazionale o, peggio ancora, ne ha una completamente errata («l’ Unità d’ Italia» per il 2%, «l’ anniversario di Roma come Capitale» per il 3% o «la Festa del lavoro» per il 2%).

E l’ignoranza è in grave crescita se si confrontano i dati di un analogo sondaggio del 2001.

 

 

Un segnale da non sottovalutare.

 

Potremmo proseguire nell’analisi dei dati della ricerca, ma già questi pochi elementi credo siano segnali che dovrebbero metterci in allarme. Se poi li sommiamo al grande successo della Lega alle ultime elezioni politiche e alla presenza nelle liste elettorali di un partito chiaramente fascista come Casa Pound (fatto ancora più grave di cui non riesco ancora a capacitarmi), il quadro si fa piuttosto preoccupante. 

 

 

L’ignavia istituzionale.

 

Durante la scorsa campagna elettorale, sono accaduti diversi fatti a mio avviso piuttosto sconcertanti: come già detto l’inserimento di Casa Pound tra la lista dei partiti presenti sulle liste elettorali, la partecipazione di esponenti di suddetto movimento fascista a dibattiti elettorali in televisione, polizziotti schierati in loro difesa in alcune manifestazioni preelettorali, l’intimidazione fascista degli stessi ad alcune riunioni di associazioni che aiutano i migranti, ecc.

Ma la cosa più greve – a mio modesto parere – è il fatto che gli apparati statali non abbiano bloccato (o meglio ancora: bandito) simili gruppi sul nascere. Pur essendo chiaramente fascisti (e in certi casi addirittura nazisti) e quindi anticostituzionali, li si è lasciati sfilare, fare comizi pubblici, essere ammessi nelle liste elettorali.

Per fortuna non hanno raggiunto la sogli di sbarramento. Ma – come scrive il loro rappresentate Di Stefano nel loro sito –  “Grazie agli oltre 300mila italiani che hanno scelto CasaPound. Erano 48mila nel 2013, oggi sono sei volte tanto. Partivamo dallo 0,13, siamo quasi all’uno per cento: abbiamo raccolto circa 600mila voti tra Camera e Senato, siamo ormai una realtà politica con cui i partiti e le istituzioni dovranno fare i conti. Ripartiamo da qui, e con slancio”.

Parole dalle tinte molto fosche e che dovrebbero far sussultare (e agire) le istituzioni statali.

 

 

Ur-fascismo.

 

Il 25 aprile 1995, Umberto Eco, durante un simposio organizzato dai dipartimenti d’italiano e francese della Columbia University per celebrare la liberazione dell’Europa, parlò di “fascismo eterno“. Così dichiarava Eco: ” Il fascismo fu certamente una dittatura, ma non era compiutamente totalitario, non tanto per la sua mitezza, quanto per la debolezza filosofica della sua ideologia.”

E nella sua disamina, il filosofo mette in luce come il fascismo non aveva un impianto teorico forte che lo reggesse, diversamente dal nazismo che aveva una chiara ideologia ben definita nel Mein Kampf di Hitler.

Ma – aggiunge – “dal punto di vista emotivo era fermamente incernierato ad alcuni archetipi.” E questo lo rese popolare e sdoganato, in diversi paesi in diverse salse, che portano Eco a concludere: “Togliete al fascismo l’imperialismo e avrete Franco o Salazar; togliete il colonialismo e avrete il fascismo balcanico. Aggiungete al fascismo italiano un anticapitalismo radicale (che non affascinò mai Mussolini) e avrete Ezra Pound. Aggiungete il culto della mitologia celtica e il misticismo del Graal (completamente estraneo al fascismo ufficiale) e avrete uno dei più rispettati guru fascisti, Julius Evola.”

E proprio questa fragilità teoretica e presa sulle pulsioni della pancia delle masse, insieme, che rende il fascismo “eterno”, cioè ancora presente e strisciante tutt’oggi.

 

 

Elementi ancora attivi.

 

Quali sono questi archetipi ai quali il fascismo si è avvinghiato, riuscendo a far presa sulle masse? Umberto Eco individua alcuni elementi che, anche se singolarmente presenti, possono “far coagulare una nebulosa fascista”: il culto della tradizione, il rifiuto della modernità, il primato dell’azione sulla cultura, la paura del diverso, l’appello alle classi medie frustrate, il nazionalismo, la xenofobia, il machismo, il populismo, ecc.

Elementi che anche oggi sono – ahimè – molto attivi e sui quali molti partiti (e non solo in Casa Pound!) hanno fatto leva per vincere la tornata elettorale del 4 marzo scorso.

 

 

Una chiara opzione antifascista.

 

Le celebrazioni del 25 aprile dovrebbero spronarci a rinnovare la chiara scelta antifascista alla basa della nascita della Repubblica Italiana e presente nella nostra Carta Costituzionale. Al capitolo XII delle Disposizioni transitorie e finali della Costituzione si legge: “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.” Un prese di posizione forte e netta che sta alla base della nostra Repubblica e che sarebbe bene rispolverare e rinnovare – almeno in queste circostanze.

 

 

Laicità prima di tutto.

 

In secondo luogo si dovrebbe porre al primo posto il valore della laicità dello Stato.

Troppo spesso, infatti, questi gruppi fascisti o partiti populisti si appellano ai “valori tradizionali” della famiglia, dei sani costumi, del cristianesimo (senza neppure sapere di cosa stiano parlando). E giungono pure a tenere comizi rosario alla mano o a giurare sul Vangelo: una vera e propria bestemmia per un esponente politico, che dovrebbe portare lo Stato a farli immediatamente decadere.

Per contrastare questa deriva fascista, che pone al primo posto il culto della tradizione, occorre con forza ribadire il primato della laicitàAnche da parte di noi chiese. Anzi: soprattutto da parte di noi chiese cristiane. Per scardinare questa aberrante equazione cristianesimo = valori tradizionali. E incoraggiare, dunque, in diversi campi (giuridico, etico, medico e anche politico) strade autonome, libere da qualsiasi indebita interferenza religiosa. 

E inviterei, infine, anche tutte noi chiese cristiane a dichiarare con totale nitidezza e abbracciare con forza profetica l’opzione antifascista, per estirpare alla radice questa malevola gramigna.

 

Buona Festa Nazionale della Liberazione!

rev. Mario Bonfanti

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