I Kuan Tao: la via che conduce all’Uno.

Il 5 maggio 2019, come culmine di un percorso lungo diversi anni, ho ricevuto il Tao presso il Tempio taoista cinese della Grazia, sito a Roma e appartenente alla tradizione chiamata I Kuan Tao.

L’I Kuan Tao (Yiguandao nella trascrizione pinyin della lingua cinese), ovvero “la Via che conduce all’Uno”, è una religione sincretica cinese che ha preso forma nei primi decenni del ‘900, ma rifacendosi a tradizioni molto più antiche.

Questa religione attinge infatti a piene mani dalle dottrine e dalle iconografie della religione popolare cinese, misto di taoismo, confucianesimo e buddhismo, e si rifà anche, in parte, al cristianesimo (importanza della Bibbia) e all’islam (la cui preghiera comune assomiglia in modo sorprendente a quella I Kuan Tao). A seconda del luogo e della divisione a cui appartiene, una congregazione locale può studiare approfonditamente i testi classici cinesi, oppure rifarsi in modo particolare al buddhismo, oppure ancora dare grande rilevanza alla Bibbia e a Gesù.

Interessante il pantheon I Kuan Tao: vengono venerate diverse figure di Buddha, “santi”, immortali e antenati, tutti subordinati all’Eterna Madre Primordiale, espressione compassionevole del Tao, che nell’altare è simboleggiata da una lampada accesa. Oltre alla Lampada della Madre, su un altare I Kuan Tao compaiono quasi sempre il Buddha a venire, ovvero Maitreya (a volte sostituito dal Buddha storico Shakyamuni), la Bodhisattva Guanyin (Avalokitesvara per gli Indiani e Kannon per i Giapponesi, che simboleggia l’infinita compassione), e il Buddha vivente Jigong, singolare figura di monaco della più pura tradizione cinese. In mancanza di statue adeguate, queste possono essere sostituite da uno specchio. Le figure delle tradizioni asiatiche, inoltre, possono essere sostitute da immagini cristiane.

Su un altare non possono mai mancare nemmeno piramidi di frutti di stagione, sacrificio incruento offerto alla Madre e ai Buddha. Tutto il culto I Kuan Tao, infatti, è un culto di ringraziamento e di lode, con prostrazioni ritmiche che, come detto, ricordano la preghiera islamica (pur essendo l’I Kuan Tao tutt’altro che iconoclasta).

L’I Kuan Tao è un interessante esempio di religione che, uscita dall’alveo della tradizione cinese, ha saputo conquistare molti praticanti non solo tra i Cinesi risiedenti nei Paesi asiatici, in Europa e in America, ma anche fra gli Occidentali e gli abitanti del subcontinente indiano.

I maestri e le maestre I Kuan Tao offrono il Tao a chiunque si senta spinto a riceverlo, ma senza chiedere a nessuno di cambiare religione: ricevere il Tao è necessario per sfuggire con facilità alla ruota del samsara, ma l’I Kuan Tao insegna che ogni religione promana dal Tao, ed è una strada verso il Tao stesso.

C’è poi la possibilità di vivere questa tradizione come religione vera e propria, con templi e riti, ma senza il bisogno di rinnegare la propria religione di partenza.

Mi sento pienamente appartenente a questa tradizione, che mi ha fatto un regalo bellissimo: il Tao sotto forma dei Tre Tesori, tre “strumenti mistici” molto potenti in grado di mettere in comunicazione con il Divino.

Ringrazio anche la MCC perché mi dà l’opportunità di continuare a seguire le sue attività, che per me negli ultimi due anni e mezzo sono diventate dei punti di riferimento molto importanti, e al tempo stesso portare avanti il mio impegno con il Tempio I Kuan Tao.

È grazie all’universalismo di questa tradizione, e alla tradizione di apertura della MCC, che il mio cammino spirituale prosegue sempre più ricco e arricchente.

Giacomo Tessaro

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