Immacolata Con(trec)cezione

La sera del 6 dicembre si sarebbe dovuta svolgere a Bologna una festa provocatoriamente intitolata “Immacolata Con(trac)cezione”. Una festa, purtroppo, annullata a causa delle polemiche sorte da parte di alcuni esponenti della politica di destra.

 

 

La festa e il suo intento.

 

L’evento era stato organizzato da La MALA Educación, Uni Lgbtq, Rethink – Collettivo di Economia e Link, dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, all’interno delle strutture universitarie di via Filippo Re.

La locandina in facebook mostrava un’effige della Madonna contornata da preservativi con la scritta ” Immacolata Contraccezione”: una «scelta provocatoria» – a detta degli organizzatori.

Ecco quanto era scritto nell’evento: «Gli esami sono alle porte e hai un’ansia della Madonna? Ci pensiamo noi! Mettiamo al bando la verginale santità mariana, godiamo insieme con preservativi e dental dam! È arrivato il momento di celebrare l’Immacolata Con(trac)cezione con un indecoroso party della Madonna: ci troverete carich* con tutta la nostra favolosità e irriverenza! Contro i vari Salvini, Pillon e Fontana che vorrebbero limitare le scelte sui nostri corpi e le nostre vite, scateniamoci! Perché non abbiamo paura del gggggiender, per affermare con forza le nostre soggettività divergenti e fuori norma, balliamo insieme al ritmo di una favolosa playlist electro-pop irriverente!».

 

Teologia queer in azione!

 

Direi che lo scopo della festa era squisitamente in linea con la “teologia queer”. Anzi: era teologia queer in azione!

Come già ebbi a scrivere anni fa sempre su questo sito, la teologia queer si pone l’obiettivo di andare ai margini e fare teologia a partire da quei soggetti che sono scartati dalle teologie tradizionali: cioè le persone “devianti”, destabilizzanti e di genere non-conforme.

In questa direzione le teologhe e i teologi queer sono spesso irriverenti e, con le loro affermazioni, scuotono dalle fondamenta una tradizione cristiana ritenuta dai più normale, ma troppo eteronormativa, sessuofoba e misogina.

Ecco di seguito alcune brevi citazioni queer sulla figura di Maria.

Il teologo asiatico Patrik S. Chen scrive: “Per molte persone queer, Maria è simbolo dell’oppressione perpetrata dalla chiesa attraverso il celibato e la fobia del sesso“.

Robert E. Goss gli fa eco, affermando: Le gerarchie della chiesa idealizzarono Maria e la trasformarono in un codice di comportamento sessuale oppressivo per le donne“.

E la teologa sudamericana Marcela Althaus-Reid aggiunge: “Il Vaticano è capace di vedere le lacrime nelle statue della Vergine Maria, ma non sa vedere nemmeno una traccia di sperma sulla sua veste”. E – in riferimento all’interpretazione dei racconti evangelici – prosegue affermando che “il racconto del concepimento di Gesù divenne l’ideale di una donna senza vagina“.

Quindi, possiamo davvero dire che l’evento in programma a Bologna era perfettamente in linea con la teologia queer. Una vera e propria festa cristiana queer!

 

 

Le reazioni cattoleghiste.

 

Ovviamente la destra cattolica e conservatrice non è stata di questo parere e non l’ha presa proprio bene.

Luca Toccalini, deputato e coordinatore federale della Lega, Giovani e Nicolò Malossi, coordinatore provinciale Lega Giovani Bologna, hanno immadiatamente denunciato su facebook: “Apprendiamo dalle pagine Facebook dei collettivi di sinistra dell’Università di Bologna dell’organizzazione di una festa chiamata ‘Immacolata contraccezione’, con la Madonna derisa in locandina. Uno squallore blasfemo inaccettabile, corredato da insulti a Salvini ed altri esponenti della Lega. Chiediamo l’immediato intervento del Rettore, queste cose sono inaccettabili, perlopiù all’interno di una Università pubblica. Cosa ne penseranno i loro amici delle sardine e Bonaccini?”.

Anche Pillon è intervento, scrivendo: «Guardate che schifezza. Ecco cosa sono capaci di produrre i collettivi di estrema sinistra a Bologna. Scopro su Facebook che hanno organizzato un party blasfemo contro la Vergine denominato “Immacolata Contraccezione”. Offensivo per tutti i cattolici del nostro paese e non solo. Il tutto per attaccare me, Salvini e Fontana. Quanto sono tristi».

E Salvini non si è lasciato ovviamente sfuggire l’occasione per tuonare contro l’iniziativa e dichiarare: «Questa non è satira, questa è una vergogna».

 

 

Festa annullata. Purtroppo!

 

A causa di tutto questo clamore, l’Università di Bologna – fa sapere il collettivo La Mala educacion – “ha trovato un cavillo burocratico per annullarci l’iniziativa”.

E aggiungono: “E noi che credevamo di essere in uno Stato e una Università laici, dove poterci esprimere, anche provocatoriamente come ci insegnano i movimenti lgbt e trans-femministi, senza incorrere in censura, bigottismo e repressione. Ci viene infatti difficile immaginare una motivazione legittima per opporsi ad iniziative che portano all’interno dei nostri luoghi i temi della sessualita’ consapevole, della contraccezione gratuita, della liberazione dei corpi e dei femminismi”.

Anche l’Arcidiocesi di Bologna in una nota sottolinea: “La provocazione diffusa in queste ore dalla promozione di un evento e di una immagine irriguardose nei confronti della Madonna è stata tale da determinare, a quanto pare, l’annullamento per l’offesa al sentimento comune. Infatti il buon senso vuole che vi siano libertà di pensiero, libera circolazione di idee e di pubblica manifestazione senza ledere e offendere la sensibilità popolare. Questo è quanto garantito anche dall’ordinamento italiano che riconosce i diritti purchè non offendano e ledano quelli altrui, compreso il vilipendio alla religione”.

 

 

Un equivoco latente.

 

Serpeggia sempre in tutti questi reclami e proclami un fraintendimento rispetto alla festa dell’Immacolata Concezione: e, cioè, che questa ricorrenza religiosa abbia a che fare con una presunta verginità di Maria.

Ma il dogma cattolico dice ben altro! E cosa?

Proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, il dogma dell’Immacolata Concezione sancisce che la Maria è stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.

Quindi, tale dogma non va confuso con il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria.

Il dogma dell’Immacolata Concezione riguarda il peccato originale. Secondo la dottrina cattolica ogni essere umano nasce con il peccato originale. Ma la Madre di Cristo ne fu esentata: in vista della venuta sulla Terra del suo Figlio, Dio volle che Maria fosse per lui una dimora senza peccato per custodire in grembo in modo degno e perfetto il Figlio divino fattosi uomo.

 

 

Un dogma vacillante.

 

Dopo poco più di 150 anni, sebbene sia una verità di fede, il dogma appare sempre più labile e vacillante, specie perchè basato su un assunto (il peccato originale) molto dubbio e discutibile. Tante, infatti, sono ormai le critiche a questo presupposto cattolico, giudicato non solo assente nelle Sacre Scritture ma addirittura contrario al pensiero biblico e, di conseguenza, anche al messaggio e insegnamento di Gesù.

All’interno della Chiesa Cattolica diversi teologi hanno preso le distanze dal dogma del peccato originale o lo reinterpretano in un’ottica diversa dall’enunciato orginale già da parecchio tempo (cfr. ATI, Questioni sul peccato originale, Edizioni Messaggero Padova 1995), appoggiandosi a riletture filosofiche come quella del pensatore francese Paul Ricoeur che – nell’opera Il conflitto delle interpretazioni – afferma: “se è vero che ciascuno di noi inizia il male, ciascuno di noi pure lo trova già presente in sè, fuori di sè e prima di sè (…) Il male c’è già“. Il dogma del peccato originale, quindi, affermerebbe che non siamo noi a generare il male, ma esso ci trascende: nasciamo già immersi in una società/cultura intrisa di peccato. E in questa direzione tutti (anche Maria e Gesù stesso) fanno esperienza del male, prima ancora di iniziare a commetterlo e perpetuarlo.

Altri pensatori cristiani, sulla scia della teologia della liberazione e del marxismo, usano anche l’espressione “strutture di peccato” per dire il peccato originale indica che vi sono organizzazioni (che vanno al di là della somma delle singole persone) che portano e inducono i singoli al peccato. Tale può essere il capitalismo sfrenato in cui viviamo e che porta noi abitanti del cosiddetto primo mondo a “dover” sfruttare gli abitanti del terzo mondo: se, per esempio, compro uno smartphone, so che il cobalto di cui sono fatti alcuni suoi componenti essenziali è probabilmente estratto da quelle miniere africane dove i bambini sono costretti a lavorare. Non scelgo – certo – io di sfruttare questi bambini, ma questo sistema di mercato mi porta di fatto a usare la loro manodopera sottopagata. Io contribuisco – mio malgrado – al loro sfruttamento.

 

 

Una “e” al posto della “a”: Immacolata ContrEccezione.

 

Nonostante questa pervasività del peccato, che sempra imbattibile, è possibile innescare scelte virtuose che vadano in controtendenza e sveglino le nostre coscienze alla nostra vera natura.

E’ quello che sta avvenendo a più livelli da parte di diversi gruppi: che siano i ragazzi di Fridays for Future oppure le “Sardine” oppure il movimento Me Too… tutti questi gruppi ci stanno risvegliando alla nostra corresponsabilità e al potere che abbiamo di dare un corso diverso alla storia umana e contribuire a un reale cambiamento della società.

Propongo, quindi, un piccolo cambio di vocale nello slogan provocatorio proposto dai collettivi bolognesi, per proporre una festa dell’Immacolata Contreccezione.

Mi spiego. Invece che continuare a perpetrare un’immaginario di Maria come “eccezione” da venerare, invidiare, adulare oppure odiare e insultare, in quanto, con la sua purezza e unicità, ci ricaccia nei nostri sensi di inferiorità e inadeguatezza, propongo di universalizzare la festa odierna e leggerla come un invio a guardare alla nostra comune immacolata umanità.

Quindi, non una festa di una Maria “altra” da noi, ma la festa di noi immacolati come Maria.

E cito – per chiudere – le parole di un monaco benedettino, Willigis Jäger, che a questo proposito (nel libro L’Onda è il Mare) scrive: “Per me la festa dell’Immacolata Concezione è la festa della nostra natura divina. Tutti noi proveniamo da una immacolata concezione” E poco sotto spiega: “In ogni essere è presente qualcosa che non è sfiorato da alcuna colpa. Non abbiamo fatto nulla di sbagliato. Qui si trova “il volto originario prima della nostra nascita” come dice lo zen. Qui non si ritrovano nè la cattiveria del mondo nè la nostra colpa (…) E questo principio puro presente in ciascuno di noi non può essere contaminato (…) Si potrebbe anche dire che tutti gli esseri sono un’immacolata concezione“.

E quindi alla fine si chiede: “Come in Gesù, questo principio divino si è fatto uomo anche in ognuno di noi. Dio crea se stesso in ogni momento. Si crea in ogni creatura. Perchè dunque limitare questa buona novella solo a Gesù e Maria?”.

 

Allora… buona festa dell’Immacolata Contreccezione a tutt* noi!

rev. Mario Bonfanti

 

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