Lettera Pastorale per il periodo dei Pride.

Siamo nel periodo dell’anno in cui si celebra il Pride!

Festival e parate in continuazione ogni settimana, distribuiti in diversi mesi in ogni parte del mondo.

Alcuni Pride sono celebrazioni pubbliche e piene di colori con danze e canti applaudite da migliaia di persone, altri assumono la forma di protesta e grida per ottenere giustizia fermate dalla polizia con gas lacrimogeni e arresti.

La MCC è sempre stata un simbolo di grazia per chiunque, indipendentemente dalla fede, grazie a leaders di comunità, guide coraggiose e membri che partecipano alle attività dei Pride.

 

MCC e Stonewall

La MCC venne fondata in 1968, un anno prima dei moti di Stonewall Inn quando una folla di persone queer trasgressive barricò la polizia all’interno del bar. Quello fu un momento di rivoluzione spontaneo che ancora caratterizza molti eventi del Pride.

Quei moti sono diventati uno spartiacque per i diritti umani e l’attivismo TLGBQ. Anche oggi il movimento mondiale prosegue con proteste, resistenze e celebrazioni che chiedono giustizia di fronte all’odio e alla discriminazione.

 

Violenze e oppressioni

Per il terzo anno di fila, l’esercito in Turchia ha sparato contro la Marcia del Pride, nonostante i precedenti dieci anni di sfilate pacifiche con migliaia di partecipanti. La polizia ha diretto gli idranti contro i dimostranti; e lo scorso anno alcuni manifestanti transgender riunitisi nonostante il divieto furono attaccati con pallottole di gomma e gas lacrimogeni.

Quest’anno rifugiati TLGBQ provenienti da tutto il mondo hanno partecipato al Grand Marshals for the Pride Parade a Columbus, in Ohio. Molti provenivano dall’Africa e hanno ancora paura a usare il loro nome per il timore di ritorsioni contro le loro famiglie nelle loro nazioni di origine.

Black Lives Matter e i leaders transgender hanno sfidato gli organizzatori e i partecipanti parlando della violenza subita dalla polizia e dal Dipartimento per la Sicurezza Nazionale e il controllo dell’Immigrazione. Transgender leaders in Chicago, Illinois, hanno ricordato Sylvia Rivera and Marsha P. Johnson, donne trans di colore, che nel 1970 hanno creato la Marcia per la libertà a New York City, un anno dopo Stonewall, e furono scacciate per molto tempo (come tutte le persone trans) fino al 1973.

 

I simboli di chi crede

In quanto persone di fede, conosciamo il potere dei simboli e dei riti di inclusione/esclusione.

In queste settimane abbiamo marciato, pregato, fatto memoria, portato stendardi e sventolato bandiere.

I riti della parata della nostra comunità – la luce delle candele, gli stendardi, le vesti liturgiche – manifestano il potere di questo sacro e potente movimento.

Gesù disse: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze e con tutta la tua mente; e il prossimo tuo come te stesso”… Ma volendosi giustificare, il giovane chiese a Gesù: “Ma chi è il mio prossimo?”  (Luca 10:27, 29)

 

Il “tempio” del Pulse

Noi conosciamo anche il prezzo dell’odio.

Il sacro luogo del nightclub Pulse di Orlando, Florida, ricorda a noi e al mondo intero che questo movimento è molto di più di una lotta per certe idee. Il nostro è un lavoro e un radunarci per i diritti di persone reali, vive, che si amano. 

Proprio lì dove l’odio ha distrutto, ora l’amore riunisce e vince. L’effusione di amore durante il primo anniversario del Pulse era tangibile. I vostri messaggi, foto, ricordi e candele provenienti da tutto il mondo durante la celebrazione virtuale della MCC ha creato una comunità sacra, mentre si faceva memoria delle vittime.

 

Questioni di razza

Come ben sappiamo le persone ferite e uccise al Pulse erano soprattutto persone latino-americane. Non possiamo ignorarlo. Questo è un fatto che va riconosciuto. In molte parti del mondo, la maggior parte delle persone TLGBQ che vengono assassinate ha una pelle scura e sono donne trans. Dobbiamo riconoscerlo.

Non possiamo ignorare il tema della razza. Solo poche settimane fa, a Philadelphia, Pennsylvania, i leader della città hanno aggiunto strisce nere e marrone alla sommità della bandiera arcobaleno e hanno ricevuto forti critiche; ma quelle strisce riflettono sia la storia sia la realtà attuale negli Stati Uniti e in molte parti del mondo: le persone di origine africana o latina devono far fronte al fanatismo.

Ma quando ci mettiamo insieme per affrontare faccia faccia questo fanatismo tutti insieme, il cambiamento è già all’opera. La bandiera confederale sta per essere ammainata e le statue confederate verranno rimosse a New Orleans, in Louisiana e, probabilmente, a Richmond, in Virginia.

 

I nostri simboli TLGBQ

I nostri simboli rappresentano la nostra storia e definiscono la nostra realtà attuale.

Le persone TLGBQ utilizzano simboli per aumentare visibilmente la consapevolezza delle persone. È proprio ciò che facciamo!

Utilizziamo il triangolo rosa come simbolo di resistenza, proprio perchè storicamente è stato utilizzato come distintivo delle persone queer durante l’Olocausto.

La nostre comunità creano e utilizzano i simboli necessari per la comunità.

 

Open Table: il simbolo profetico della MCC

Dal 1968, prima dei moti di Stonewall, prima delle marce dei Pride, prima della creazione della bandiera del Pride e di altri simboli di liberazione e protesta, noi MCC abbiamo scelto come nostro simbolo la “Mensa aperta a chiunque”.

È stato ed è ancora oggi il simbolo che crea un luogo dove chiunque è completamente inclus*, benedett* e celebrat* ogni volta che noi ci incontriamo.

Nessuno a quei tempi pensava che potesse essere possibile che persone provenienti da diverse tradizioni, professioni o culture  avrebbero accettato di sperimentare l’amore senza limiti di Dio e sentirsi in comunione nel momento sacro della condivisione del pane e del calice.

Per questo l’invito “Vieni, fai esperienza e vedi” è per noi importante anche oggi.

La MCC ha mostrato al mondo che è possibile che persone provenienti da qualunque o nessuna particolare tradizione di fede e di ogni razza o identità di genere si ritrovino insieme per formare una comunità.

Noi lavoriamo con fiducia per onorare e rispettare tutte le persone viventi sparse nel mondo.

 

Questo è il nostro tempo.

Allargate e fate spazio nelle vostre tende, e fate in modo che i teli delle vostre si allunghino; non tratteneteli; allungate le corde e rafforzate i picchetti. Perchè vi espanderete a destra e a sinistra, e la vostra discendenza raggiungerà parecchie nazioni e ristabilirete città che erano desolate. (Isaia 54:2-3)

In questo periodo in cui festeggiamo il Pride nel ricordo del Pulse, e in cui i crimini di odio aumentano e così anche le sfide sul tema dei diritti umani, Vi chiedo il piacere di non gettare via le vostre bandiere, i vostri stendardi e striscioni.

Conservateli ed esponeteli sia dentro che all’esterno delle vostre comunità.

Create nuovi simboli e sperimentate nuovi rituali.

Espandetevi e apritevi per soddisfare quei bisogni spirituali che chiedono giustizia.

La gente sta gridando e ci sta chiamando. Questo è il nostro tempo. Non esitate!

 

Rev. Elder Rachelle Brown, MCC Interim Moderator 

 

 

(*Testo tradotto da Mario Bonfanti dall’originale inglese che trovate al seguenti link http://myemail.constantcontact.com/A-Pastoral-Letter-in-the-Season-of-Pride.html?soid=1101747410130&aid=3V3gf8DYk8s)

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