Storia

Le origini della MCC

Nel 1968, un anno prima dei Moti di Stonewall a New York, una serie di eventi spiacevoli nel sud della California ha portato alla nascita della prima chiesa al mondo con un ministero prioritario per gay, lesbiche, bisessuali e persone trans.

Quegli eventi (una relazione fallita, un tentato suicidio, una riconnessione con Dio, una profezia inattesa e la nascita di un sogno) hanno portato al primo culto della MCC: un raduno di 12 persone nel salotto del Rev. Troy Perry a Huntington Park (in California) il 6 ottobre 1968. Quella celebrazione ha dato il via al movimento mondiale delle Metropolitan Community Churches (MCC) che oggi è cresciuta fino ad avere circa 43.000 membri in quasi 300 comunità sparse in 22 nazioni del mondo. Nel corso degli ultimi 36 anni, la testimonianza profetica della MCC ha modificato radicalmente il volto del cristianesimo e ha contribuito ad alimentare la battaglia globale per i diritti LGBT e l’uguaglianza.

Premessa

Nei primi anni ‘60, il Rev. Perry fu ridotto allo stato laicale dalla chiesa pentecostale a causa della sua omosessualità. Trascorse gli anni successivi lottando per riconciliare la sua sessualità con la spiritualità.

Prima fase

Troy Perry si era profondamente innamorato di un giovane di nome Benny. Troy restò sconvolto quando un giorno Benny rientrò a casa e gli disse che la relazione era finita. Il mondo gli crollò addosso e cadde in uno stato di profonda depressione. Andò in bagno a piangere e tento il suicidio tagliandosi le vene. Benny lo scoprì sanguinate nella vasca da bagno e lo salvò portandolo di corsa in ospedale. Lì incontrò alcune persone che si presero cura di lui e lo aiutarono a uscire da questo stato di depressione. Nell’ospedale un giorno uno sconosciuto gli disse: “Dio ha un ministero per te: stai per fondare una chiesa.” Troy scoprì così il senso della sua vocazione e missione.

 

Seconda fase

Una volta ripresosi, Troy iniziò a frequentare saltuariamente i locali gay della zona. Lì fece amicizia con un giovane di nome Carlos, col quale di tanto in tanto si confrontava anche su tematiche di fede. Poi un giorno Carlos venne arrestato dalla polizia per il solo fatto di aver acquistato birra in un bar gay. In quegli anni questo era il modo chela polizia usava per perseguitare la comunità gay. Da quella esperienza in Troy sorse la certezza che Dio si prende cura delle persone LGBT e che questa era la sua missione: annunciare l’amore di Dio a gay, lesbiche e trans. Sentì che la parola “chiesa” sarebbe stata nel nome della realtà che stava per nascere. Nel tempo emerse in lui anche la parola “comunità”: comunità significava un senso di familiarità, un spazio sicuro, un luogo dove ci si conosce tutti. Ciò che stava per nascere sarebbe stata quindi una chiesa comunità. Troy, però, sentiva anche servire il bisogno di servire la grande comunità cittadina: voleva servire tutta l’area di Los Angeles. Los Angeles è una grande area urbana, così gli venne in mente la parola “metropolitana”. Da qui il nome: Metropolan Community Church.

 

Terza Fase

Una volta arrivato ad avere questa chiarezza e determinazione, Perry iniziò a farsi conoscere: riuscì a far mettere un articolo sul giornate “The Advocate” annunciando la data della prima celebrazione: domenica 6 ottobre 1968. All’evento erano presenti nel soggiorno della sua casa 12 persone. Troy aprì la celebrazione raccontando la propria vicenda e spiegando come era arrivato all’idea di creare una nuova chiesa, specificando che la MCC non sarebbe stata una chiesa gay ma una chiesa cristiana aperta a chiunque. Quindi, dopo aver letto alcune pagine della Bibbia, spezzarono insieme il pane e terminarono con una preghiera di benedizione. Quello fu l’inizio ufficiale di nascita (e ora è la data di anniversario) della Metropolitan Community Church.

Quarta fase

Pian piano, crescendo, il gruppo ebbe bisogno di darsi una struttura per problemi di organizzazione, amministrazione, valori di riferimento e di fede e funzioni religiose. Già i primi 12 partecipanti erano provenienti da diversi contesti: erano cattolici, episcopaliani e di vari gruppi protestanti. Così Troy intuì che la MCC sarebbe dovuta essere ecumenica; e anche che il suo ruolo di pastore sarebbe stato differente rispetto al passato: non più uno che comanda e conduce la comunità, ma un predicatore in mezzo agli altri.

Dopo alcuni mesi si unì alla comunità anche un altro pastore: il reverendo Richard Ploen che era stato missionario in Sudan. Egli conosceva anche il linguaggio dei segni per i sordomuti. E così ha iniziato anche a predicare e celebrare in linguaggio dei segni. Richard aveva inoltre un Dottorato in Teologia ottenuto presso il Seminario Teologico a Pittsburgh e un Master in educazione cristiana presso la Scuola presbiteriana. Così Richard fu un aiuto molto prezioso nella definizione dei valori cristiani di base su cui si fondava la nuova chiesa. Innanzitutto si stabilì che nei riti la comunione era (e sarebbe stata) sempre aperta a chiunque. Poi si evidenziò il valore della diversità: diversità, libertà e vera sincerità di culto come via verso l’unità. Infine la MCC sarebbe stata una chiesa di azione, con un ruolo attivo per la crescita della società.

Quindi la MCC si diede una Carta Costitutiva col nome di Fraternità Universale delle Metropolitan Community Churches (UFMCC). E con questa struttura si stabilirono missioni e nuove congregazioni con programmi di azione sociale, economica e politica.

 

Conclusione

La MCC in tutta la sua storia non ha mai abbandonato questa sua missione iniziale di inclusione, libertà di culto, giustizia sociale. E nessuno è mai stato escluso. La MCC ha sempre accolto tutti. Pur essendosi Troy indirizzato alla comunità LGBT, fin dagli inizi anche persone eterosessuali sono venute ai culti. E lo fanno tutt’oggi. Almeno il 20% della MCC è eterosessuale. Il loro coinvolgimento è grande come quello di chiunque fa parte della MCC.

La MCC in questi decenni è in forte crescita ed espansione. Oggi ci sono quasi 300 congregazioni MCC in 22 paesi in tutto il mondo. Più di 43.000 persone sono membri o aderenti Metropolitan Community Church.