Natale? No grazie.

Ogni anno, all’approssimarsi delle festività natalizie, vengono alla ribalta annose polemiche sull’allestimento di presepi o la rappresentazione di recite natalizie nelle scuole.

Quest’anno, invece, qualcosa di ben più radicale ha aperto discussioni e polemiche.

 

 

Chiesa chiusa contro il dl Salvini.

 

A inizio dicembre, don Paolo Farinella, parroco della chiesa dei marchesi Cattaneo della Volta, annuncia: «San Torpete, parrocchia nel cuore di Genova, non celebra il Natale 2018».

La decisione di tenere chiuse le porte della chiesa vuole essere un segno di protesta profetico contro il cosiddetto “decreto sicurezza” voluto dal vicepremier Matteo Salvini.
Scrive sui social don Paolo: «Nel 2018 non si può celebrare il Natale, anche per “obiezione di coscienza” al Decreto Legge N. 113/2018, spudoratamente conosciuto come decreto sicurezza, sebbene sia un decreto di massima insicurezza e sfregio dei valori e dei sentimenti più profondi della Democrazia e del Diritto. Dietro a parole roboanti, confuse e immorali, si nasconde la volontà determinata di colpire i migranti, proprio alla vigilia di quel Natale che celebra la nascita di Gesù, emigrante perseguitato dalla polizia di Erode, fuggito alla persecuzione, accolto in Egitto e ritornato a stabilirsi a Nàzaret, dopo un viaggio allucinante e pericoloso attraverso il deserto del Neghev».

 

Non fate il presepe!

 

Alla sua protesta si è unita anche la voce di un altro profeta contemporaneo: don Luca Favarin. Il quale ha scritto sul suo profilo facebook questo provocatorio appello ai cristiani: «Quest’anno non fare il presepio credo sia il più evangelico dei segni. Non farlo per rispetto del Vangelo e dei suoi valori, non farlo per rispetto dei poveri».

E spiega: “Oggi fare il presepio è ipocrita. Il presepe è l’immagine di un profugo che cerca riparo e lo trova in una stalla. Esibire le statuette, facendosi magari il segno della croce davanti a Gesù bambino, quando poi nella vita di tutti i giorni si fa esattamente il contrario, ecco tutto questo lo trovo riprovevole”.

 

 

Non c’era posto per loro.

 

Il 22 dicembre Famiglia Cristiana pubblica un articolo dal titolo “Non c’era posto per loro” esordendo con queste parole: “Il Presepe 2018 sono loro. Un volontario ha scattato una foto mentre Abdellah Yousef, 28enne del Ghana, sua moglie Faith, 19enne nigeriana, incinta di tre mesi, e la loro bimba di sei mesi appena, Salima. È la prima famiglia sbattuta fuori dal regional hub di Sant’Anna, a Isola Capo Rizzuto, alle porte di Crotone, una delle strutture per migranti più grandi d’Europa, per effetto del decreto Salvini”.

E aggiunge: “Mentre il ministro, artefice della stretta sui migranti che in tutt’Italia potrebbe portarne 40 mila in strada, pontifica sui presepi, qualcuno gli rinfaccia che questo è il vero significato della Natività. Basta rileggersi il Vangelo secondo san Luca. Nella notte dei tempi non c’era posto per Giuseppe e Maria in un albergo…” Parole che hanno fatto infuriare il Ministro, colpito sul vivo.

 

 

Andare alla radice.

 

Al di là delle solite annose controversie su presepe sì presepe no, quest’anno il Decreto Sicurezza ha spostato l’attenzione dei cristiani su un punto decisamente più essenziale della festività natalizie, aprendo domande ben più radicali: è possibile festeggiare il Natale in un contesto politico sempre più razzista? E’ lecito dirsi cristiani e appoggiare un governo che espelle i migranti? Ha senso celebrare l’incarnazione del divino in un bambino profugo e reietto mentre i potenti di turno ostentano il presepe come simbolo del loro erodiaco potere?

Qual è il significato del racconto della nascita di un bambino divino in un? E cosa vogliono dirci i racconti della persecuzione di Erode? Perchè il salvatore è dovuto fuggire in Egitto per mettersi al riparo dalla persecuzione del tiranno di turno?

Tanti, troppi archetipi emergono nei racconti natalizi, evocandoci la sorte di uomini e donne migranti che in ogni epoca storica vengono perseguitati, rifiutati, espulsi…e poi si rivelano essere “salvatori” di un popolo ormai stanco, spento, in crisi demografica ed economica.

E il Decreto Sicurezza varato del governo giallo-verde etichetta ogni migrante come fuori legge. Proprio come avvenne per Gesù: nato in un luogo impuro, tra animali impuri, da una coppia irregolare, circondato dalla compagnia di personaggi di dubbia fama quali erano i pastori… venne immediatamente etichettato come “fuori legge” e quindi da eliminare.

 

 

Buon Natale? Anche no!

 

Ma la cosa più grave oggi è che gli esponenti leghisti del governo, mentre espellono il salvatore odierno, innalzano il feticcio antico rappresentato dal presepe a garanzia della propria ipocrita schizofrenica falsa cristianità.

E’ allora possibile come chiesa profetica essere conniventi con una tale bestemmia? Possiamo quest’anno celebrare il Natale e allestire il presepe, che viene ostentato dal Governo a garanzia delle proprie politiche razziste palesemente antievangeliche?

Senza criticare o giudicare chi tra i cristiani celebrerà il Natale e farà il presepe nella propria casa o chiesa, noi MCC italiana condividiamo la protesta profetica di don Farinella e don Favarin: quest’anno non faremo il presepe nè celebreremo il Natale.

Una scelta certamente discutibile e forse sbagliata. Ma che vuole essere in linea con quelle azioni dirompenti e destabilizzanti dei profeti biblici.

La politica, infatti, ha troppo deteriorato il senso di questo archetipo fondativo, coprendo la rivoluzionaria innovatività del Natale con la “banalità di un male” che ci fa credere di essere più buoni, bravi, devoti, cristiani… solo perchè mangiamo il panettone in famiglia, andiamo a messa a mezzanotte e gettiamo qualche monetina nel c/c di qualche associazione filantropica, mentre espelliamo i bambini divini di oggi, senza neppure sentirci in colpa. Anzi brindando felici al Decreto Sicurezza.

 

rev. Mario Bonfanti

 

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