Stonewall oggi più che mai!

Esattamente 50 anni fa come oggi iniziavano i cosiddetti Moti di Stonewall: uno spartiacque nel movimento di rivendicazione dei diritti LGBT+.

 

Il primo scontro avvenne la notte del 27 giugno 1969 poco dopo l’1:20 a.m., quando la polizia irruppe nel Stonewall Inn, un bar gay in Christopher Street nel Greenwich Village, un quartiere del distretto di Manhattan a New York.

Per questo motivo il 28 giugno è stato scelto dal movimento LGBT come data della “giornata mondiale dell’orgoglio LGBT”.

Durante gli anni del Maccartismo, si era intensificata la repressione dei luoghi d’incontro omosessuale, che a New York erano fiorenti sin dalla seconda metà dell’Ottocento. Nello Stato di New York le intenzioni repressive della polizia si scontravano con l’assenza d’una legge che permettesse di chiudere un locale solo perché frequentato da omosessuali; a questo però suppliva la compiacenza omofobica dell’ufficio preposto alla concessione delle licenze di spaccio di alcolici, la “State Liquor Authority”, che aveva preso l’abitudine di togliere o negare la licenza ai bar giudicati pericolosi per la morale pubblica. Per questa ragione i locali diretti alla clientela omosessuale tendevano o ad operare senza licenza, cosa che li esponeva ai “giustificati” raid della polizia.

Il raid contro lo Stonewall si colloca in questo scenario, durante un’ondata di razzie poliziesche contro i bar gay della zona. Nei giorni precedenti il 28 giugno erano infatti stati già colpiti altri due locali, lo “Snake Pit” (“La fossa dei serpenti”) e “The Sewer” (“La fogna”), entrambi operanti senza licenza di spaccio, e addirittura avevano chiuso lo “Checkerboard”, il “Tele-Star” ed altri club notturni. Era infatti in corso la campagna per l’elezione del sindaco e il primo cittadino uscente John Lindsay, che aveva perso le primarie del suo partito, voleva mettersi in mostra con un repulisti completo dei bar gay.

Approssimativamente all’1 e 20 di notte del 28 giugno, otto ufficiali del primo distretto, dei quali solo uno era in uniforme, entrarono nel bar di Christopher Street. Gran parte dei presenti fu in grado di sfuggire all’arresto, e gli unici arrestati furono “coloro i quali si trovavano privi di documenti di identità, quelli vestiti con abiti del sesso opposto, e alcuni o tutti i dipendenti del bar.

I dettagli su come ebbe inizio la rivolta variano. Secondo un resoconto, Sylvia Rivera scagliò una bottiglia contro un agente, dopo essere stata pungolata con un manganello. Un’altra versione dichiara che Stormé DeLarverie, una donna lesbica, trascinata verso un’auto di pattuglia, oppose resistenza, incoraggiando così la folla a reagire. Comunque sia, da lì iniziò la ribellione della comunità LGBT che proseguì per diversi giorni e segnò la svolta nel mondo LGBT: se infatti prima la modalità assunta era quella di mimetizzarsi, per non essere appariscenti, e sembrare come tutti gli altri, riservandosi di poter essere se stess* solo in privato e al buio dentro un locale, da quel punto in poi, gettata questa falsa maschera e omofobia sociale interiorizzata, il mondo LGBT ha pubblicamente mostrato se stesso per quello che è, senza nessun pudore o vergogna, ma con orgoglio.

Sono passati 50 anni da questa svolta epocale, ma ancora oggi, in occasione dei Pride, c’è sempre qualcun@ (purtroppo anche nel nostro mondo LGBT+) che critica le Parate definendole “carnevalate” oppure “ostentazione oscena” e invocando maggiore sobrietà, pudore e rispetto verso il buon costume; proprio quel buon costume che 50 anni fa giustificava le retate e violenze che la polizia perpetrava indiscriminatamente contro di noi.

Stonewall ci ricorda che il cammino per ottenere maggiori diritti non è nato dal pudore, dal ritegno, dalla compostezza dei modi e costumi, ma, al contrario, proprio dall’ostentazione, dall’eccesso, dalla trasgressione, dall’essere pubblicamente noi stess*

Abbiamo bisogno più che mai oggi di non piegarci a quella sempre strisciante e subdola omobitransfobia che a volte infetta anche qualcun@ di noi, ma di vaccinarci potentemente con una buona e massiccia dose di orgoglio LGBT+. Perchè se a qualcun@ danno fastidio culi e tette al vento, parrucche, lutrini e piume di struzzo, palestrati, drag queens e leather men… il problema non è certo nostro ma loro!

Buon Anniversario di Stonewall e Pride a tutt*

rev.Mario Bonfanti

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