Trasfigurazione… ovvero il principio mistico dell’esistenza.

Oggi domenica 6 agosto la liturgia di diverse chiese critiane ricorda la Trasfigurazione di Gesù. Un racconto presente in tutta la tradizione sinottica (Matteo 17,1-9; Marco 9,2-10; Luca 9,28-36) e che vorrei provare a reinterpretare anche a partire da una mia particolare esperienza di trasfigurazione.

 

 

Premessa semantica.

 

Il termine “trasfigurazione” indica un cambiamento di figura, aspetto o espressione.

Può avere un’accezione negativa: le privazioni e i patimenti della prigionia lo avevano trasfigurato; forse che la malinconia e il lungo dolore … m’ha sì trasfigurato,che ella non mi riconosce (Boccaccio).

Oppure assumere una valenza positiva: molte di queste donne accorgendosi de la mia trasfigurazione, si cominciarono a maravigliare (Dante).

E può anche essere riferito alle cose e agli ambienti: E stanze, illuminate dal soleassumevano durante il giorno aspetto gaio. Ma la sera, dopo il tramonto, sembrava si trasfigurassero (Capuana).

 

 

La Trasfigurazione evangelica: una buona notizia.

 

Dato che il termine vangelo (in greco eu-anghellion) significa lieto annuncio (notizia che arreca gioia), il racconto della trasfigirazione molto verosimilmente va interpretato non tanto (o non semplicemente) come fatto storico e privato dell’uomo Gesù, ma come annuncio foriero di gaudio per ciascun* di noi.

La sua accezione è quindi innanzitutto positiva. E, poi, universale: riguarda ciascuno di noi.

 

 

Un fenomeno mistico innato.

 

Il neuroscienziato Andrew Newberg e lo psichiatra Eugene d’Aquili, nel libro “Dio nel cervello”, scrivono: “gli esseri umani sono mistici innati: hanno la capacità innata di trascendere spontaneamente il sè”.

Un brano musicale o un discorso ci possono prendere, emozionare e trasfigurare anche solo per un attimo; così come un paesaggio particolarmente bello, o un tramonto; o il periodo in cui siamo innamorat* di una o più persone; ecc.

Sono davvero tanti i momenti ed episodi di trasfigurazione ed estasi umane.

L’esperienza mistica di estasi è, in fondo, qualcosa di molto comune a tutt* noi.

E, secondo il teolgo Matthew Fox (col quale collaboro), essa è un’esperienza propria di tutti gli animani (uomo compreso). Nel libro “Compassione” egli scrive: “Negli ultimi anni ho appreso con grande meraviglia che molti animali vanno a vedere il tramonto. Le anatre, gli uccelli, i cani e solo dio sa quante altre piccole creature possiedono un lato contemplativo“.

 

 

In principio la mistica. Poi le religioni.

 

Tornando al libro “Dio nel cervello” gli autori proseguono, affermando che “l’esperienza mistica… è un’esperienza elevata di autentica unione spirituale con qualcosa di più vasto“.

Questa esperienza non comporta necessariamente una divinità esterna a sè, ma l’esperienza di un “divino” coincidente con la parte più profonda e intima della realtà (e quindi anche di sè). E’ come una sensazione che conduce la persona a sentirsi assorbita e fusa dentro qualcosa che va oltre (trascendenza) e include sè (immanenza) allo stesso tempo.

Da queste esperienze mistiche poi a volte nascono codificazioni che diventano religioni o correnti spirituali o pratiche (sentieri/vie) ascetico-mistiche.

Come scriveva Raimond Pannikar: “La mistica ci dice che vi è un accesso alla completa realtà (la si chiami Dio, il Tutto, il Niente, l’Essere o altro) che ci si presenta in tutta la sua pienezzaanche se poi la interpretiamo diversamente e dalla nostra angolazione concreta; per cui, benchè la realtà sia indivisa, il nostro accesso è parziale”.

Ma prima di tutto c’è l’esperienza diretta. Come nel racconto della trasfigurazione di Gesù (Matteo 17,1-8).

Dopo viene la sua spiegazione (Matteo 17, 9-12); o meglio il tentativo di interpretazione, a volte zeppo di fraitendimenti (Matteo 17,13).

L’esperienza mistica ha un aspetto di novità e intuizione profonda che ci pervade e risulta difficilmente descrivibile (se non addirittura indicibile).

 

 

Basi neurologiche ed evolutive.

 

Questa esperienza non è qualcosa che nasce in certe culture oppure viene inventato dalle religioni; la trasfigurazione della realtà e l’esperienza mistica sono esperienze naturali comuni a chiunque, fondate sulla biolologia e fisiologia del nostro cervello.

Andrew Newberg e Eugene d’Aquili affermano: “tutti gli stati mistici affondano le radici biologiche nel meccanismo mentale della trascendenza“. E aggiungono: “Quando le funzioni parasimpatica e simpatica aumentano contemporaneamente, la mente è sopraffatta da flussi simultanei di risposte inibitorie ed eccitatorie. A questo punto l’effetto di deafferentazione che l’area dell’attenzione produce sull’area dell’orientamento diventa massimo e nel giro di millisecondi questa si trova completamente priva di input (…) Si genera una sensazione soggettiva di mancanza di limiti: non vi sono più oggetti o esseri distinti, non vi è spazio nè tempo, e neppure una linea di demarcazione tra sè e il resto ma solo un senso di unità e fusione con l’universo, non turbato da pensieri”.

Questo è il vertice dell’esperienza mistica nella quale si raggiunge quella che le tradizioni chiamano unione mistica o matrimonio sacro.

Ed è interessante che vengano utilizzate metafore tratte dall’esperienza amorosa umana per descrivere questo stato. Sempre i suddetti ricercatori aggiungono: “Reputiamo che i meccanismi neurali della trascendenza derivino dagli stessi circuiti nervosi che ci consentono di accoppiarci e avere rapporti sessuali“.

 

 

La mia esperienza BDSMistica.

 

A questo punto vorrei accennare ad alcune mie personalissime sperienze profondamente mistiche, che sento molto allineate con quanto esposto nel libro “Dio nel cervello”.

Parto con la citazione di un testo che per me è stato fondamentale nella comprensione dell’attrazione fatale (o – religiosamnete parlando – vocazione) che il sadomaso ha avuto su di me fin da quando ero bambino. Nel libro “Compagni d’amore” lo psichiatra e psicoterapeuta Vittorio Lingiardi scrive: “il masochismo potrebbe essere considerato come un tentativo psichico di fare del sesso un sacramento che possa soddisfare il corpo mantenendolo in un regime di spiritualità”. Quando lessi questa frase ne restai folgorato, perchè finalmente avevo trovato una persona che davvero descriveva quello che io provavo nel profondo: una vera e prorpia esperienza spirituale di trasfigurazione.

Quando, infatti, sono ai piedi del Mio Master, quando sono nudo a Sua totale disposizione, quando Lo servo e mi dedico totalmente al Suo Godimento e Piacere… realmente vivo una vera e propria esperienza di esaltante trasfigurazione: uno stato di grazia nel quale i confini tra Lui e me scompaiono, dove non sento di non essere altro se non parte di Lui, dove tempo e spazio sfumano e si dissolvono, dove sperimento un così grande flusso di vita ed energia da esserne sopraffatto e ricaricato insieme…

Una esperienza estatica che mi lascia spesso in uno stato di trance per diverso tempo anche dopo la fine dell’esperienza mistica stessa e pieno di vitalità ed energia per mesi.

Un’esperienza – d’altro canto – così profonda e intensa che non potrei reggere quotidianamente: mi riempie di energia e devasta insieme. E’ davvero come ritrovarsi improvvisamente alla presenza di dio, del tutto, della intera realtà e sentirsi sopraffatti e pervasi da questa possente presenza (quella che la Bibbia chiama “Gloria di Dio” che non a caso in ebraico il termine corrispettivo “Kabod” indica insieme possenza e pesantezza).

 

 

Conclusione.

 

Ma perchè accennarvi alla mia esperienza BDSMistica in merito alla Trasfigurazione di Gesù?

Credo che le due esperienze, pur in forme diverse, siano la stessa indentica realtà.

E ve ne ho accennato soprattutto perchè credo che il Vangelo della Trasfigurazione contenga anche questo messaggio e invito: la vita di ciascun* di noi può essere piena di esperienze mistiche di trasfigurazione.

Spetta a ognun* di noi trovare le proprie forme più consone e proprie per godere di questa opportunità naturale offerta a chiunque per vivere in pienezza e mistica unione la realtà.

 

Buona trasfigurazione a tutt*

rev. Mario Bonfanti

 

 

 

 

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